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L’Italia leader nella cosmetica: il 60% del make up mondiale è made in Italy

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Il Paese della “Grande Bellezza” anche nella manifattura: basti pensare che il 60% dei prodotti per make-up del mondo è “made in Italy”. Ma l’Italia è anche il quarto Paese in Europa per consumo di cosmetici, dopo Germania, Francia e Regno Unito. Non solo: il fatturato del comparto è in salita da oltre dieci anni, un record rispetto alle altre manifatture, e nel 2014 ha superato i 9,352 miliardi di euro di valore della produzione, in crescita dello 0,8%, e con esportazioni aumentate del 4,9% per un valore di oltre 3,334 miliardi.

A fare il punto sulla cosmetica italiana è il “Beauty Report 2015”, pubblicato da Cosmetica Italia, l’associazione nazionale delle imprese del settore, presentato nei giorni scorsi a Expo in concomitanza con l’assemblea dell’associazione, Report che «nasce dall’accorpamento di due tradizionali pubblicazioni che raccontano il settore: Beauty Report e Rapporto Annuale», come ha spiegato il presidente di Cosmetica Italia, Fabio Rossello.

Interessante la ripartizione geografica: l’82% delle imprese cosmetiche italiane si trova al Nord, in primis in Lombardia (51%), poi in Emilia-Romagna, Veneto e Piemonte. La Lombardia è prima anche per consumo di prodotti cosmetici (20%), seguita da Lazio (a distanza, con il 9,3%), Veneto ed Emilia-Romagna. I dipendenti diretti sono35mila, che salgono a 200mila considerando anche quelli nell’indotto, per il 54% donne e per l’11% con laurea, entrambi dati superiori alla media della manifattura italiana (28% e 6%).

Nonostante i dati positivi, il consumo interno resta in calo dell’1,4%, per un totale di 6,018 miliardi in termini di valore alla produzione e di 9,392 miliardi in termini di prezzi al pubblico (si veda la tabella in pagina ). Per quanto riguarda i canali di vendita, positive farmacie (+1,1%, a 1,8 miliardi), vendite dirette a domicilio e per corrispondenza (+2,8% a 539 milioni), erboristeria (+2%, a oltre 410 milioni). Prosegue invece negativamente l’andamento della profumeria, in flessione strutturale del 2,5% a 2,1 miliardi, ma anche dei canali professionali (estetica -3,6%, con 233 milioni; e acconciatura – 3,5% a 570 milioni). «Abbiamo avviato un’analisi allargata alla filiera cosmetica per proporre un quadro dinamico e ragionato dei fenomeni che registrano i vari anelli della catena – ha spiegato Andrea Positano, responsabile del Centro Studi di Cosmetica Italia –. Con un fatturato complessivo prossimo ai 14 miliardi, emerge la forza della filiera lunga della cosmetica italiana (dagli ingredienti cosmetici, alle macchine per la produzione, all’imballaggio, fino al prodotto finito), che incorpora realtà produttive a monte e a valle, oltre che realtà a diretto contatto con il cliente».

Aggiunge Nadio Delai, presidente di Ermeneia, che ha collaborato al Beauty Report 2015: «Siamo di fronte al compimento di un ciclo che ha visto la cosmetica italiana posizionarsi meglio degli altri settori dei beni non durevoli e incrementare la propria forza competitiva sui mercati nonostante la crisi. Il cosmetico rimane un prodotto irrinunciabile. I consumatori che, pur avendo modificato i propri comportamenti, hanno incorporato le difficoltà degli ultimi anni segnalando un recente atteggiamento di sobrietà negli acquisti». In occasione della presentazione del Report è stato anche annunciato un passaggio di consegne ai vertici della struttura di Cosmetica Italia: dal 1° luglio Luca Nava sarà il nuovo direttore generale dell’associazione, succedendo, per raggiunti limiti di età, a Maurizio Crippa.

Fonte: moda24.ilsole24ore.com

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